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lunedì, 31 maggio 2004 categoria: libricheholetto Non è una recensione. Mi scuso per la lunghezza.So che abbiamo poco tempo.Sono solo le mie riflessioni sulle pagine di un libro che consiglio a tutti: L'amore molesto di Elena Ferrante ed.e/o €7,00 “ Una mappa…è solo una mappa” scrive Elena Ferrante in una pagina de “la frantumaglia”, e - Una lettura è solo un tentativo di pervenire ad una mappa che comunque non sarà in grado di aggiungere, tanto meno di depauperare – potremmo rispondere dopo un’immersione quasi in apnea fra i suoi testi. La vita stessa è spesso un tentativo timido di sgusciare dai limiti di una soggettività che si sforza di purgarsi delle tante cortecce via via accumulate, per districarne i significati e liberarsi finalmente dal groviglio di sensazioni e agitazioni che comprimono, a volte, la quotidianità del vivere . È attraverso una scrittura tanto raffinata quanto sanguigna che nelle pagine de L’amore molesto ritroviamo la casa degli specchi del Luna Park di quando eravamo bambini : un desiderio smanioso di entrare e ripercorrerne gl’ ingarbugliati corridoi, ma anche l’ansia collosa di concludere e scoprirne, in fretta , la porta d’uscita. ... continua su libri che ho letto categoria:
Solitamente quando entro in una libreria, guardo più le copertine, quelle che attirano la mi attenzione, anzichè l'autore o la storia del libro. E così capita a volte di essere fortunata con la scelta, come in questo caso, con "Il Libraio di Selinunte" di Roberto Vecchioni, al suo terzo libro. Che fosse bravo come cantante, era a me già cosa nota, mentre come scrittore, è stato una vera scoperta. ... continua su libri che ho letto categoria: ![]() Dediche
Avevo infilato nella mia borsa l'Amleto di Shakespeare, con il testo originale e la traduzione. Mi ero fermata a leggere la biografia e la storia a cavallo tra 1500 e 1600 della prefazione, appassionata e stupita da cose semplici come il soprannome di Shakespeare, Scuotiscena, in inglese Shakescene. Era persino considerato un illetterato, nella mia ignoranza non lo avrei detto mai! Poi è arrivato un sogno dal Canada, e ho deciso di non cominciare l'Amleto, non per ora per lo meno.
Sto ora leggendo The Land Beyond The Gate, La terra oltre la soglia qui in Italia, di Lloyd Arthur Eshbach, edito dalla collana Fantasy Urania una quindicina di anni fa. Lo ho letto in italiano durante l'adolescenza, e ora lo rileggo in inglese.
Stavolta comincerò le mie ricerche a modo, partendo dall'inizio. Il romanzo viene dedicato a William W. Sharp, che ha ispirato e interessato l'autore alla cultura celtica. Potevo io non documentarmi in materia?
Egli, che ha anche scritto con lo pseudonimo Fiona McLeod (di qui il cognome degl'immortali Duncan e Connell?), ha amato la Sicilia profondamente, scrivendo testi sulla Ducea dei Nelson a Bronte. Vi hanno vissuto gli eredi di Horatio Nelson, fino al 1984. Qualcosa sulla Ducea e sui dintorni lo trovate in questo posto e in quest'altro. Sullo pseudonimo Fiona in italiano c'è poco...
categoria: " Ti consideri un romanziere ? No, non mi piace il termine romanziere. Si tratta di un concetto molto ottocentesco, che non ho mai amato. Penso di essere un raconteur o uno storyteller.Si, proprio questo... continua in citazionedeitesti John Berger "Modi di vedere" a cura di Maria Nadotti .Bollati Boringhieri .£ 9,50 (recensioni di una riga: lo so, avete troppo da leggere, e poco tempo.Allora compratelo e tenetelo per l'inverno, come un buon ceppo di legno, come una piccola promessa attesa..) domenica, 30 maggio 2004 categoria:
Giorgio De Rienzo, Il dolore di amare, Marsilio, 2001, € 13.43.
Non è un libro facile da mandare giù, ma è talmente bello e così reale e credibile nella sua lucida descrizione di due vite al buio che vale tutta l’amarezza che qualche pagina potrebbe ogni tanto inevitabilmente spingere in superficie. Ho acquistato il libro l'anno scorso spinta dal bisogno di avere, in quegli attimi in cui mi sentivo un cane per ciechi, qualche linea guida su degli sprazzi sconosciuti di vita difficile piombata su di me in quei giorni. La copertina, con quella semplice e fortissima immagine di una tazzina di caffè, un mozzicone di sigaretta spento e una pillola sul piattino, è stato il primo denso impatto che mi ha messo immediatamente di fronte quasi ad un quadro raffigurante una realtà non diversa da quella che allora vivevo da vicino e che, forse, vivono un po’ tutti quelli a cui la vita a un certo punto smette di dare delle risposte e riempie solo di domande a cui nessuna risposta può servire poi veramente da sollievo.
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sabato, 29 maggio 2004 categoria: APPUNTAMENTO DA NON PERDERE con la scrittrice Banana Yoshimoto Festivaletterature Reading 03/06/2004 alle 21:00 presso Basilica di Massenzio Festivaletterature a Roma!
categoria: “Questo libro si è fatto da sé grazie a chi ha voluto che scrivessi dei miei viaggi in vespa sull’Altoadige, Avvenimenti, Il Gazzettino, Il Mattino di Padova, la Nuova Venezia e la Tribuna di Treviso” ... Potete leggere i suoi reportages in Andate e ritorni scorribande a nordest (Amos Edizioni, pagg. 160, Euro 10), un prezioso e gradevole libretto che si legge d’un fiato. Ciò che più preme a Ferrucci è la dimensione del viaggio, distesa e quasi paciosa al ritmo del ciclomotore, a centellinare le impressioni, a soffermare lo sguardo sulle immagini più o meno inconsuete, a catturarne i colori. ... il post completo su libri che ho letto venerdì, 28 maggio 2004 categoria:
JOHN BERGER a Torino (foto Stazitta Inc.C@ Dato che il numero delle vittime civili innocenti, uccise come «danno collaterale» in Afghanistan dai bombardamenti americani è ormai uguale al numero delle vittime dell'attacco contro le Torri gemelle, forse è lecito inquadrare gli avvenimenti in una prospettiva più ampia, senza voler sminuire affatto la tragedia, e porci un nuovo interrogativo: uccidere deliberatamente costituisce un male più grave o più riprovevole che non uccidere alla cieca e sistematicamente? (Dico «sistematicamente», perché gli Stati uniti hanno cominciato ad attuare questa strategia armata fin dai tempi della guerra del Golfo). Non sono in grado di rispondere a questa domanda. Forse sul campo, fra le bombe a frammentazione lanciate dai B-52 o nei fumi soffocanti di Church Street a Manhattan, forse a quel livello qualsiasi confronto su basi etiche diventa improponibile.continua qui categoria: AGOTA KRISTOF Nata a Csikvand, un piccolo villaggio dell'Ungheria, Agota Kristof ha lasciato il suo paese alla fine del `56, dopo l'invasione sovietica. Aveva ventun anni e sperava che quella fuga avrebbe aperto una parentesi di benessere nella sua vita, già devastata dalle lacerazioni della guerra. Ma, approdata in Svizzera, dove tutt'ora vive, fu costretta a lunghi anni di lavoro in una fabbrica di orologi, il cui contesto è riportato nel suo romanzo più recente Ieri, uscito nel `97 da Einaudi, e trasformato in un film al quale Soldini ha dato una chiusa consolatoria, facendo infuriare l'autrice, per nulla incline al lieto fine. Lo ha ribadito ieri nel corso di una conferenza stampa in bilico sull'assurdo, scandita da domande del genere: lei ha scritto che non c'è nulla di più simile all'infanzia dell'esilio, cosa vuol dire? «Io? Non l'ho mai detto». Eppure l'abbiamo letto qui, nella presentazione... allora vuol dire che va addebitato a chi ha elaborato questo testo...ma insomma, è pur vero che c'è una stretta parentela tra infanzia e esilio, non trova? «No, sarà una sua opinione». I libri di Agota Kristof sono tradotti almeno in venticinque lingue, ma lei non si è ancora rassegnata a condividere la sua presenza con il pubblico. Negli anni dell'esilio, la lingua francese si sostituì faticosamente all'ungherese in cui aveva scritto le prime poesie, ma le tonalità più disperate le riservò ai romanzi che attingono a memorie di infanzia: i primi due uscirono in Italia da Guanda nell'88, il terzo è stato tradotto per la prima volta da Einaudi nel volume che, ora, li raccoglie tutti sotto il titolo Trilogia della città di K. Sono movimenti di una orchestrazione del dolore che attinge a stupefacenti doti inventive, il cui approdo sembra essere sempre lo stesso: la separazione da chi si ama. Il racconto che stasera leggerà ruota intorno a un sogno che, coerentemente con l'indole della Kristof, sconfina in un incubo, di cui si immaginano anche i risvolti ironici che sempre si accompagnano ai suoi testi. categoria:
Ho cominciato a leggere questo esilarante volumetto di Starnone qualche anno fa, poco dopo i miei primi passi dietro una cattedra. Per un fatto più che altro anagrafico mi sentivo, e ancora mi ci sento, a metà strada fra chi vi è seduto dietro e chi vi si è seduto nel banchetto più piccolo lì di fronte, e l’ironia a tratti dannatamente comica e a tratti amarognola che pervade le poco più di 130 pagine di questo volume ha ben tracciato tutto quanto: i mille pensieri che attraversano la mente di chi percorre quei corridoi lunghi e ombreggiati per arrivare all’aula dal costante odor di chiuso passando davanti ai bagni sovrastati da un’immancabile nuvoletta di fumo in cui a volte sarebbe tentato di tornar studente per spegnere il mozzicone in fretta e furia sotto il rubinetto del lavandino ingiallito; e i mille pensieri di chi, insomma, si sente sia parte di quella cattedra che parte di tutto ciò che quella cattedra alla fine non è. Nato come taccuino settimanale delle condizioni di lavoro nella scuola media superiore ai margini della crisi della metà degli anni ‘80 (era presente in piccoli stralci settimanali sulle pagine de "Il Manifesto"), l’intelligente resoconto si è piano piano trasformato in un gradevolissimo racconto che corre sempre sul filo della risata. ... continua su libri che ho letto categoria:
Tullio Avoledo, "L'elenco telefonico di Atlantide", Ed. Einaudi, 2003, pagg. 500, € 11,50 Il titolo mi aveva incuriosito già all’apparire del volume negli scaffali delle librerie per i tipi di Sironi Editore, all'inizio del 2003: “L’elenco telefonico di Atlantide”. Autore l’esordiente Tullio Avoledo, friulano, classe 1957. .... Se volete, leggetelo, “L’elenco telefonico di Atlantide” ma ricordate che la fantascienza e il mistery sono un’altra cosa. La letteratura pure.
leggi la versione integrale su sconsigli di lettura giovedì, 27 maggio 2004 categoria:
Questa volta chiedo un aiuto alle "EdizioniilFilo" per recensire questo libro. Lo presi subito dopo aver letto la recensione e me ne innamorai, perciò ecco a voi 31 CANZONI! 31 canzoni può essere letto come una lunga chiacchierata sulla musica pop e rock, fra autore e lettore. Con la scelta di trentun brani degli ultimi tre decenni, Hornby non vuole soltanto compilare la sua top 30, ma parlarci delle ragioni che lo hanno fatto innamorare di questi pezzi. ... ...continua su libri che ho letto mercoledì, 26 maggio 2004 categoria: JOHN BERGER
Modi di vedere A cura di Maria Nadotti Bollati Boringhieri Editore “Variantine”, pp. 144, 10 tavole nel testo Euro 9,50 in anticipazioni categoria: Oggi vi parlo di un grazioso libretto ricevuto con il passalibri del Parnaso Ambulante dalle preziose mani dello stesso autore: Miramare e altre Storie di Alberto Carollo. Ne faccio una critica a modo mio, riportando sensazioni "a pelle" e riflessioni personalissime, che possono - anzi vogliono - essere smentite da sensazioni e riflessioni di altri. Premetto che in genere ai racconti preferisco i romanzi ... ... continua su libricheholetto martedì, 25 maggio 2004 categoria: ERRI DE LUCA LUNGO L'ALZAIA Torna "Alzaia" di Erri De Luca (Feltrinelli) con numerose voci aggiunte dalla prima edizione che risale al 1997. Libro agile, concepito con le voci in ordine alfabetico, come se ci si trovasse di fronte a un vocabolario. Invece è una specie di blocco note, dove il giovane De Luca prende appunti. Comincia con Agguati e si riferisce alla mortedi Michelangelo Merisi (Caravaggio) per approdare a Zingari. In mezzo, numerose voce trattate in una paginetta. Raro lo "straripamento" nella seconda. Ce ne sono d'ogni tipo. Prendiamo Maternità. Scrive, De Luca: "Maternità e paternità: la prima è facoltà generativa di donna, la seconda, a volte indiziaria, contribuisce molto meno all'evento della riproduzione, nella miksura di pochi minuti contro nove mesi. Ho sentito dire da una donna del Sud che, riguardo ai figli, il marito è solo sangue prestato". Per alzaia, che dà il titolo al libro, viene indicata la fune che serviva a tirare dalla riva di fiumi e canali chiatte e battelli controcorrente. Ma è anche - come dice il De Mauro - il viottolo sulla sponda, o l'argine del fiume, dove camminava chi tirava la fune. Centotrenta pezzi, alcuni scritti per il quotidiano "Avvenire". categoria: Con l' occasione, suggerisco la lettura di un libro di un altro autore inglese, Jonathan Coe. Il libro, "La famiglia Winshaw" racconta, attraverso storie che si intrecciano, gli ultimi cinquant' anni dela vita e della politica inglese. E' uno dei libri più interessanti che abbia letto negli ultimi tempi.
BananaNews alle 21:02 del 29 marzo, 2004 categoria: ![]() Ho acquistato Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon (Einaudi, 16 Euro) un po’ intrigato dal titolo un po’ da alcune brevi recensioni che avevo letto. Ne parlavano come di un fenomeno letterario diventato rapidamente un best seller e in verità io diffido di un certo tipo di clamore da mercato rionale che si crea attorno a certi libri. Comunque sia, la curiosità ha prevalso sui dubbi. Fortunatamente, perché è stata una buona lettura. continua in libri che ho letto scritto da cigale | 12:20 | commenti (3) Torna in plancia categoria:
continua in sconsigli di lettura scritto da cigale | 01:02 | commenti lunedì, 24 maggio 2004 categoria: Matrioška di Cristina Comencini
SCULTRICE DI TALENTO E LA SUA BIOGRAFA È un transfert che intriga, quello che si instaura tra Antonia, una scultrice monumentale, vestita del suo caftano fiammante, e Cristina la sua giovane e sensibile biografa. Un transfert che prende nel profondo anche il lettore che abbia saputo apprezzare l’originale scrittura di Cristina Comencini, autrice di «Matrioška» (Feltrinelli). La dimestichezza, oltre che con la penna, anche con la regia, di questa interessante scrittrice (nota per i romanzi «Le pagine strappate», «Passione di famiglia» e per le sceneggiature e regie de «I divertimenti della vita privata» e «Il più bel giorno della mia vita»), regala un taglio “visivo”, una “allure” teatrale alla sua opera, veramente moderna e di appassionante lettura.
...continua su Libri che ho letto ...link all' altra recensione «La bestia nel cuore» di Cristina Comencini Gardenia categoria:
Un libro cercato, voluto e preso. Letto tutto d'un fiato. Di un amico incontrato per caso in internet, di una persona che ama ciò che scrive, più di ogni altra cosa. Un libro che ti dona il coraggio di continuare a credere nella scrittura e che ti mette in guardia dall'editoria facile, quell'esca gettata ogni giorno in pasto a scrittori famelici di pubblicazioni. Lo consiglio a tutti, anche a chi ha fatto corsi di scrittura e non. Utile per capire come muoversi nel mondo dell'editoria. categoria: Mi accorgo che nel mio linguaggio, sia scritto che parlato, uso spesso delle metafore...
Quando scopre il cadavere di Wellington, il cane barbone della vicina, Christopher Boone capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. Perciò incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista. .... Personalmente mi ha molto colpito la "logica matematica" di questi bambini e la loro assoluta incapacità di dire o solamente pensare "bugie". ... continua su libri che ho letto domenica, 23 maggio 2004 categoria: Veni, vidi, scripsi
Alex (protagonista di Jack Frusciante è uscito dal gruppo) è cresciuto. Sì è vero, qui si chiama Francesco, ha una trentina d'anni e non ha mai conosciuto nessuna Adelaide (ma Vanesse, Flavie, Moniche, sì !). L'immediatezza che traspare però è la stessa, simile anche il linguaggio semplice, che cattura alla perfezione i pensieri, le ansie, la paure, i sogni, le fantasie di un ragazzo..normale. Sulla copertina un'immagina dell'autore, Fabio Volo : sorriso che s'intravede sugli occhi prima ancora che sulle labbra, mani in tasca, camicia scura che cade con noncuranza, pantaloni dello stesso colore portati con naturalezza e,per finire, scarpe da ginnastica. Non è difficile, leggendo il libro identificare il protagonista con lo stesso autore, tante sono le somiglianze.
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Guarda il videoPresentazione della quattro giorni - dal 27 al 30 maggio - di incontri e discussioni con l'autore inglese Conferenza stampa di presentazione di "Modi di vedere. John Berger a Torino", quattro giorni di riflessione e discussione con l’autore promossi dalla Città di Torino dal 27 al 30 maggio 2004.
giovedì, 20 maggio 2004 categoria: Bellissimo il refuso, che ci invita a "sconigliare" i libri.
mercoledì, 19 maggio 2004 categoria:
martedì, 18 maggio 2004 categoria: Ho finalmente trovato"L'allegoria d'amore"di Lewis.
E' un saggio straordianario su come si sia sviluppata nel corso del medioevo questa tecnoca narravita,sulle sue implicazioni psicologiche,sulla concezione della vita sottesa a questa visone. In più il tutto è condito da una raffinata critica su diversi autori del tempo,più e meno noti. Davvero straordinario,anche perche riesce a far appassionare ad una tematica di per se non molto"vitale". Se riuscite a reperirlo(è introvabile)e vi va di leggere qualcosa d'impegnativo,ma stimolente...non lasciatevelo scappare! categoria: Protagonisti L’INFELICE BORGES di Riccardo Cardellicchio Dicono che sia morto male, a Ginevra, nel 1986. Completamente cieco, lontano dalla sua Argentina, soprattutto da Buenos Aires, dove era nato nel 1899. Deluso, di più: amareggiato per il trattamento riservato alla sua opera. Lui – come lo ha definito Franco Lucentini – lo storico e il filologo di mondi immaginari, il biografo attento di personaggi mai esistiti, lo scrupoloso commentatore di opere mai scritte (“Finzioni”) e, infine, il cantore della zoologia fantastica. Lui – Jorge Luis Borges – viaggiatore instancabile soprattutto con la fantasia, allenata da letture avide nell’infanzia, nella biblioteca del padre Jorge Guillermo, avvocato e docente di psicologia, anarchico “spenceriano”. Con primi approcci alla prosa addirittura a 7 anni, quando scrive un saggio breve in inglese sulla mitologia greca e un racconto ispirato a Don Chisciotte. E a 10 anni arriva a pubblicare la sua traduzione del “Principe felice” di Oscar Wilde. Dopodiché – annotano i biografi – inizia a frequentare le scuole pubbliche. Ma nel 1914 il padre, quasi cieco, tenta di farsi curare a Ginevra e vi si trasferisce con la famiglia. Borges vi rimane quattro anni imparando francese e tedesco. Ma la famiglia, prima di rientrare a Buenos Aires, soggiorna a Palma de Maiorca. Qui entra in contatto con i poeti “ultraisti”, movimento d’avanguardia in connessione con il dadaismo e il creazionismo. Proclama la modernizzazione, esalta le macchine, la vita attiva, lo sport, l’allegria, lo sberleffo antiborghese. Produce svecchiamento di forme e di linguaggio. I Borges tornano in Argentina nel 1921. Jorge Luis fonda la rivista “Prisma”, che si pone in aperta polemica con il gruppo “populista”. Pubblica una raccoltina di poesie, senza darle alcun peso. E’ irrequieto. Forse sente che l’Argentina gli sta stretta. Ha bisogno del contatto con l’Europa, e vi ritorna nel 1923. Il soggiorno dura un anno. Quando rientra prende a collaborare alla rivista d’avanguardia “Martin Fierro” e pubblica “Inquisizioni”, primo libro di saggi. Nel 1927 scopre di avere lo stesso male agli occhi del padre, e si sottopone “al primo degli otto interventi chirurgici che tentarono invano, nell’arco di 25 anni, di conservargli la vista”. Con Victoria Ocampo crea la rivista “Sur”. Nel 1934 incontra Garcia Lorca e programma “Il primo dei suicidi annunciati e non compiuti”. Nel 1937 viene assunto come impiegato in una biblioteca di quartiere e vi rimane fino al 1946, anno in cui è costretto a dimettersi perché antiperonista e va a fare l’ispettore di polli, galline e conigli nei mercati comunali. Nel 1955, con la caduta di Peron, è nominato direttore della Biblioteca nazionale e, nel 1956, docente di letteratura inglese all’Università locale. Nel 1961, Europa e Stati Uniti scoprono uno scrittore degno d’attenzione, grazie al Premio Formenton, ottenuto ex aequo con un altro mostro sacro delle lettere mondiali: Samuel Beckett. Ma l’obiettivo dei suoi estimatori è un altro: il Premio Nobel. La prima volta viene candidato nel 1966. E’ un periodo all’apparenza sereno per Borges. Viaggia molto e può sposare un’antica fiamma, Fese Astele Millàu. Ma è un errore e, nel 1970, i due sono già separati. Allora si affida a Maria Kodama, la sua giovane segretaria, che vorrà sposare due mesi prima della morte. Nel 1973, quando rifà capolino il peronismo, Borges lascia la Biblioteca nazionale e diventa direttore della Biblioteca di Babele, collana dell’editore emergente Franco Maria Ricci, con un successo limitato. Nel 1976, commette l’errore più grande della sua vita: appoggia la dittatura argentina. Ne prende le distanze solo quando scopre la terribile vicenda dei desaparecidos. Il ripensamento, però, non farà cambiare posizione sul suo conto da parte dei “signori” del Nobel. Ogni anno, nonostante i tentativi degli estimatori di tutto il mondo, il suo nome verrà sistematicamente ignorato. Muore a Ginevra, dunque. E il 24 agosto 1999 l’Argentina commemora i cent’anni della sua nascita. Un modo per rendere omaggio a uno dei maggiori scrittori del nostro tempo. Le sue liriche e i suoi racconti – si rileva da più parti – nascono di solito da fatti o aneddoti attuali o storici, o più spesso da fonti libresche. Ma subito, senza abbandonare un tono apparentemente piano, diventano sogni manovrati: labirinti inquietanti, fatti di libera fantasia e di lucido e implacabile raziocinio. E Domenico Porzio: “La pagina di Borges si riceve come una esperienza sempre inconclusa e inesaurita perché ripetibile ex novo: ogni pagina accade per la prima volta a ogni rilettura, è stata scritta per la scoperta, per l’oblio e la riscoperta”. E Franco Lucentini: “Borges non è un surrealista attardato, e il contrasto tra buonsenso e immaginazione non dura mai, in lui, come insistito espediente e patologico rovello di una coscienza maudite”. E Francesco Tentori Montalto: “Si può ricordare ch’egli è uno spirito sottile, inquieto, singolarmente attento all’accento profondo della cultura e alle inflessioni dell’intelligenza: intelligenza e cultura sentite come manifestazioni di una superiore realtà. E letterato di vaste curiosità, umanista nel senso vero della parola, stilista d’eccezione: tali i tratti immediatamente visibili di questo scrittore che a ogni problema e aspetto dell’immaginario e del reale dà un colore e un tono inediti e suggestivi”. “Un poeta – conclude - che scrive racconti col piglio del saggista e saggi con la fantasia e la libertà del narratore”. categoria:
“Vorrei dire: la maratona è un’arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c’entra niente. Vorrei dire: resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. (…) Ecco, il corpo che pensa raggiunge il più alto grado di bellezza nella maratona.” Non avevo ancora letto nulla del triestino Mauro Covacich. E sì che ha scritto più di qualche libro (lo dico sempre io: bisognerebbe disporre di almeno sette vite per leggere quello che di valido c’è in circolazione!), ma dopo aver divorato questo A Perdifiato (Mondadori, 2003, pagg. 319, Euro 16,80) credo che andrò a ritroso nei suoi lavori. Chi conosce la passione sportiva di questo autore potrebbe presumere che si tratti di un romanzo sulla corsa. Niente di più sbagliato. A perdifiato è un romanzo denso e convulso, pieno di rimandi interni a temi e argomenti di grande attualità. ... ... continua su libri che ho letto
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Una raccolta di scritti che restituisce l'acume, la profondità, lo spirito polemico di Grazia Cherchi, una personalità che ha segnato trent'anni della vita culturale italiana. Dalla fine degli anni Settanta, per quasi un ventennio, su quotidiani e periodici Grazia Cherchi ha consigliato e sconsigliato la lettura delle novità o delle riproposte letterarie offerte dall'editoria italiana. E nel corso degli anni i lettori di "Linus", del "Manifesto", di "Panorama", dell'"Unità" - per citare solo alcune delle testate con cui ha collaborato - hanno imparato a conoscere e ad apprezzare lo stile inconfondibile e la passione di giudizio che hanno fatto di lei, per quasi unanime riconoscimento, la donna più autorevole fra quanti si occupano di letteratura italiana. ... ...continua su libri che ho letto Io stavo per incontrarla,anni fa, al salone del libro..per consegnarle un mio manoscritto..ma questa è un'altra storia lunedì, 17 maggio 2004 categoria: PSICOPATOLOGIA
[COME RICONOSCERLO IN LIBRERIA, COME AIUTARLO, tratto da
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