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sabato, 12 giugno 2004 categoria: libricheholetto
AMNESIA MOON Minimum Fax, 2003 pp. 256 € 13,00 Jonathan Lethem (New York, 1964) appartiene a quella nuova generazione di scrittori americani dotata di un talento innovatore veramente unico, almeno per chi scrive. E’ Autore di cinque romanzi, di cui Amnesia Moon è il secondo, nonché di raccolte di racconti, tra cui segnaliamo l’imprescindibile “L’inferno comincia nel giardino” (Minimum Fax, 2001). L’aspetto più innovativo dell’écriture di Lethem è che non è possibile catalogarla in nessun “genere” letterario particolare: di qualsiasi cosa egli scriva, il “soggetto” diventa solo un pretesto per l’”invenzione”, invenzione si potrebbe dire, allo stato puro, oppure ricerca dell’inventio in quanto tale. Infatti si potrebbe liquidare molto facilmente la sua poetica come “surrealismo”, dal momento che Lethem è tranquillamente capace di far dialogare un gangster di Boston con una pecora mutante, vestita in doppio petto grigio, il tutto disciolto nei fumi di una periferia metallica e sgangherata, nonché proiettato in un futuro di cui non sono chiari i contorni temporali. Non si tratta di fantascienza, di horror, di mistery, bensì Lethem si colloca sempre in una sorta di scarto stilistico sui generis che lo individua come unicum, sia nell’intreccio che nello stile di scrittura. Il romanzo che segnaliamo, ad esempio è la storia di un viaggio alla ricerca delle origini, da parte di un personaggio, Caos, che ha perduto la memoria di sé. Certo, è il tema del “viaggio interiore”, dell’”on the road”,ma questo archetipo si frantuma subito in mille direzioni diffusive e bizzarre, autodemistificandosi nel momento in cui ti si propone: basti dire che Caos inizia il suo viaggio, in automobile, naturalmente, accompagnato da un Virgilio insolitissimo, cioè una ragazza tredicenne, Melinda, “vestita di stracci e coperta da capo a piedi di una delicata peluria setosa” (Pag. 20). Ma Caos/Lethem possiede un’altra peculiarità che proietta fin da subito l’architettura del romanzo in un altrove continuamente cangiante: egli è in grado di modificare la realtà, attraverso i suoi sogni, ai quali tutti i personaggi che incontrerà sulla sua strada ricorreranno, quasi misticamente. Come se tutti, enigmaticamente lo conoscessero da sempre, pur nel momento in cui lo incontrano per la prima volta. |