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martedì, 15 giugno 2004 categoria: bloggerscrittori
Nel marzo scorso ho partecipato a un convegno a Belluno (VI) sul tema Scrivere da grandi, tenuto da scrittori come Mozzi, Covacich, Avoledo. In quell’occasione ho avuto modo di ascoltare un intervento di Eloisa di Rocco (Blog: la scrittura a puntate sul web). Dopo una laurea in Lettere La Di Rocco si è dedicata alla grafica pubblicitaria e al Web, collaborando come designer freelance con diverse società italiane e americane. E’ stata una delle prime blogger in Italia. E’ meglio conosciuta come La Pizia e dopo aver aperto il suo blog, www.lapizia.net la sua vita non è stata più la stessa. Ha infatti conosciuto di persona più della metà dei suoi amici bloggers. Lei stessa ha confidato all’uditorio che il suo blog festeggiava i tre anni di vita proprio in quel periodo e ha cercato di tracciare un suo personale bilancio che fosse utile alla riflessione. La storia del suo blog ha attraversato diverse fasi. Su sua stessa ammissione gli inizi sono stati piuttosto facili. Era oltreoceano e il blog diventava un ponte da gettare verso casa. Una volta tornata in Italia ha voluto proseguire l’esperienza – c’erano allora qualche centinaia di blog nella rete – e questa fase ha coinciso con alcuni fatti importanti della sua vita. Aveva molto materiale di cui parlare ma i temi la toccavano così da vicino che ha cominciato ad adottare dei filtri. “Più le cose si facevano personali maggiore era il mio mascheramento. La scrittura si staccava sempre più da me, da una forma fresca e spontanea, per farsi solido segno.” Negli ultimi tempi sostiene di essere passata da una forma colloquiale, molto vicina al diario, a uno stile più narrativo. Lo spostamento dell’obiettivo è cambiato da sé al mondo esterno. Sono seguiti alcuni aneddoti più o meno interessanti. Nel rileggerli, i suoi post, - anche quelli che non ha pubblicato e negli anni ha salvato in una directory personale del suo pc -, le hanno restituito un’immagine di sé nella quale non si ritrovava.“E ho scoperto che nonostante le fasi attraversate, col blog, non ho fatto altro che guardarmi la punta del naso.” Congegnare un testo con l’obiettivo di pubblicarlo e cimentarsi periodicamente con i post per il blog sono modalità molto difformi tra loro. Diverso è anche l’habitus mentale col quale ci si dispone a questo genere di scritture. Per quanto riguarda il blog la Di Rocco vede incentrata la sua scrittura sull’affermazione della propria identità e sulla ricerca di un senso. La scrittura intrattiene il lettore nella ricerca comune di questo senso. Autore e lettore si incontrano in un mondo neutro che appartiene a entrambi. Diversamente, la scrittura dell’autore di un libro stampato è un mondo che l’autore ci regala, scritto e congegnato per noi, e in questo senso carico di generoso affetto. Nella blogosfera l’autore ospita il suo lettore concedendogli il permesso di spiare. Il senso di disagio della Di Rocco è dovuto, parole sue, alla sensazione di un party chiuso, di un gioco segreto ed esclusivo incentrato sulla ricerca e affermazione di sé. Alcuni blog sebbene aperti a tutti restano inconfutabilmente dei monologhi allo specchio. Mi chiedo se ad alcuni lettori magari non vada bene così. Non è infatti necessario o consequenziale che per forza il blogger si debba evolvere nel senso della scrittura ‘narrativa’. Il blog sembra possedere queste caratteristiche, coi suoi pregi e difetti, in questo rapporto quasi voyeuristico coi suoi lettori. Mi sa tanto, perciò, che la questione rimane aperta. Eloisa “La Pizia” Di Rocco, Mondo Blog, storie vere di gente in rete, pagg. 176, Hops Libri, Euro 11.90 www.hopslibri.com
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