giovedì, 10 giugno 2004
categoria: citazionedaitesti
Da giovani le donne sono quasi tutte belle...
Poco importa che un viso sia proporzionato, che un corpo sia troppo magro o troppo pesante, c'è un momento in cui una donna è in possesso del potere della bellezza che ci è data in quanto donne. Spesso il momento è breve. A volte si presenta e noi neanche ce ne accorgiamo. Eppure ne resta traccia. Persino ora, alla mia tarda età, ne resta traccia.
[...]
(una madre parla alla propria figlia in uno straordinario racconto di John BERGER, Una volta in Europa, ed. Bollati Boringhieri).
(scritto da stazitta)
"Mi piacerebbe che scrivessi le tue idee sul blog, dopo aver accettato l'invito, da cui puoi recedere in qualsiasi momento senza offesa alcuna."
"Mi piacerebbe che il lavoro si modifichi con il confronto con gli altri...
Le uniche idee attuali: recensioni di libri letti... informazioni essenziali,link
e, se vuoi,aggiunte di giudizi di lettura "ruspanti".
"Mi piacerebbe il confronto, icommenti contrastanti,i consigli di una riga...
senza paludamenti..."
Ogni lettura – scrive Pennac - è un atto di resistenza (…) a tutte le contingenze”: attraverso la lettura ci astraiamo dalla nostra quotidianità, dalle nostre miserie e dalle nostre gioie, ci solleviamo dal mondo, gli troviamo un senso, forse lo inventiamo perché “la lettura è un atto di creazione permanente” e, in fondo, è contro la morte che leggiamo!
I Diritti Imperscrittibili Del Lettore
1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire un libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi         cosa
6 - Il diritto di desiderare di
      evadere dalla routine
      quotidiana
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere a voce alta
10-Il diritto di tacere
(tratti dal saggio di Daniel Pennac Come un romanzo)
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[..]E’ vero, semmai, che uno scrittore scrive prima di tutto per sé, cercando di darsi, stiamo sul vago, ‘alcune risposte’. La Di Rocco parla di scrittura (“l’altra, quella seria” dice) centrata sull’affermazione della propria identità, intrattenendo il lettore nella ricerca comune di questo senso. Posso anche essere d’accordo. Susan Sontag diceva che “l’ego è un progetto” e come tale va realizzato. La scrittura è una delle forme di questo progetto.
Penso anche che un autore di un libro stampato che intende farsi leggere da un parco lettori congegni il proprio testo creando un mondo fatto e finito, dove tutto è o dovrebbe essere calibrato, revisionato, selezionato per centrare l’obiettivo e dire ciò che si vuole far arrivare. Nell’accingersi a questo lavoro di cesello l’autore ha in mente il suo lettore e – sempre secondo me – dovrebbe proporsi di essere sincero con se stesso e col lettore (non compiaciuto, non ruffiano), non necessariamente generoso, non necessariamente affettuoso ma, anzi, se è il caso, dandogli un pugno nello stomaco se ritiene di scuoterlo.
Altra cosa sono le impressioni, le idee, le emozioni che il libro suscita nei lettori, di volta in volta imprevedibili per l'autore che si è magari fatto un'idea di come dovrebbero essere i suoi lettori, salvo poi non riconoscerli affatto. Ma il mondo è bello perché è vario e fatto di lettori vari. cigale