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giovedì, 17 giugno 2004 categoria: libricheholetto Simone de Beauvoir"Una donna spezzata"
Tante storie,storie di donne,che non si toccano,ma s'incrociano su un piano ideale di comunanza d'esperienze. Donne più e meno giovani che rinunciando alla loro indipendenza per inseguire un uomo o la famiglia,si ritrovano alla fine sole e incapaci di reagire. Travolte da un mondo da cui si sono autoescluse per troppo tempo e che le ha lasciate indietro. Donne ridotte a larve di loro stesse,che non si danno pace,che non sanno trovare una spiegazione a ciò che le stà capitando, sostanzialmente perchè non vogliono. Donne rinchiuse nella loro autoprodotta torre d'avorio,che non sanno più vivere nel mondo reale,che vivono in continua attesa di un'azione risolutiva altrui. Donne che hanno perso ogni desiderio di vivere e di combattere. Tanta amarezza in questi racconti,tanta rabbia per una situazione femminile voluta dalle donne stesse incapaci di vivere la loro vita,quasi immeritevoli agli ochhi della scrittrice. Troppo dura forse nella critica,troppo femminista,ma fotografa comunque una situazione reale,grave,portatrice di profondo malessere. Il tutto su una linea narrativa piacevole pura e semplice come tipico dell'autrice. martedì, 15 giugno 2004 categoria: libricheholetto
Non ti muovere-Margaret Mazzantini
La parola chiave di questo libro è l’intensità. Lo stile è intermedio, non è precisamente elevato, ma comunque si distingue dai molti romanzi sviluppati intorno ad espressioni particolarmente comuni grazie anche all’originalità delle immagini che l’autrice propone,a volte anche forti-sempre per creare quell’intensità di cui sopra. Forse la meticolosa precisione con cui l’autrice scandaglia attraverso un’accurata opera d’introspezione l’io del narratore tradisce una sensibilità tipicamente femminile, bilanciata d’altra parte dalla brutale schiettezza più vicina al mondo maschile con cui i pensieri,anche i più terribili, vengono espressi. “Non ti muovere” è la preghiera di un padre alla figlia in bilico fra la vita e la morte, rimasta gravemente ferita in seguito ad un incidente in motorino. Questa circostanza, che Timoteo è costretto ad affrontare nella più profonda solitudine (la moglie infatti è a Londra per lavoro) offre al protagonista l’occasione di riesumare in un lunghissimo monologo un passato drammatico, incentrato su una esasperata passione extra-coniugale nata per caso e conclusasi tragicamente. Italia,la donna che quest’uomo possiede inizialmente con la violenza che poi sfocia in amore (sentimento riconosciuto come tale da Timoteo solo in extremis) in alcuni drammatici momenti, non rientra nella classica figura dell’amante giovane e bellissima. Non è particolarmente attraente, ma addirittura volgare ed i suoi abiti ed il suo comportamento lasciano trapelare la miseria e l’ignoranza a cui la vita l’ha abituata. Assuefatta ai soprusi, questa donna sembra accettare la violenza e lo squallore come compromesso inevitabile, e ciò è confermato dalla sua disarmante rassegnazione al non aspettarsi nulla dal prossimo. Il protagonista, dopo la dolorosa conclusione di questa parentesi amorosa, ricaccia nel segreto della sua coscienza queste memorie, tornando con freddezza alla routine di chirurgo di successo,fino al giorno dell’incidente della figlia quindicenne, in cui la disperazione lo porta a spogliarsi da ogni veste per lasciar spazio ad una sincerità a tratti crudele. La trasposizione cinematografica, seppur portata avanti “in casa” (il regista,Castellitto, è infatti marito della Mazzantini) non rende giustizia al romanzo proprio perché è arduo tradurre in immagini efficaci l’amaro viaggio di autoanalisi che dirige la narrazione. sabato, 12 giugno 2004 categoria: libricheholetto
AMNESIA MOON Minimum Fax, 2003 pp. 256 € 13,00 Jonathan Lethem (New York, 1964) appartiene a quella nuova generazione di scrittori americani dotata di un talento innovatore veramente unico, almeno per chi scrive. E’ Autore di cinque romanzi, di cui Amnesia Moon è il secondo, nonché di raccolte di racconti, tra cui segnaliamo l’imprescindibile “L’inferno comincia nel giardino” (Minimum Fax, 2001). L’aspetto più innovativo dell’écriture di Lethem è che non è possibile catalogarla in nessun “genere” letterario particolare: di qualsiasi cosa egli scriva, il “soggetto” diventa solo un pretesto per l’”invenzione”, invenzione si potrebbe dire, allo stato puro, oppure ricerca dell’inventio in quanto tale. Infatti si potrebbe liquidare molto facilmente la sua poetica come “surrealismo”, dal momento che Lethem è tranquillamente capace di far dialogare un gangster di Boston con una pecora mutante, vestita in doppio petto grigio, il tutto disciolto nei fumi di una periferia metallica e sgangherata, nonché proiettato in un futuro di cui non sono chiari i contorni temporali. Non si tratta di fantascienza, di horror, di mistery, bensì Lethem si colloca sempre in una sorta di scarto stilistico sui generis che lo individua come unicum, sia nell’intreccio che nello stile di scrittura. Il romanzo che segnaliamo, ad esempio è la storia di un viaggio alla ricerca delle origini, da parte di un personaggio, Caos, che ha perduto la memoria di sé. Certo, è il tema del “viaggio interiore”, dell’”on the road”,ma questo archetipo si frantuma subito in mille direzioni diffusive e bizzarre, autodemistificandosi nel momento in cui ti si propone: basti dire che Caos inizia il suo viaggio, in automobile, naturalmente, accompagnato da un Virgilio insolitissimo, cioè una ragazza tredicenne, Melinda, “vestita di stracci e coperta da capo a piedi di una delicata peluria setosa” (Pag. 20). Ma Caos/Lethem possiede un’altra peculiarità che proietta fin da subito l’architettura del romanzo in un altrove continuamente cangiante: egli è in grado di modificare la realtà, attraverso i suoi sogni, ai quali tutti i personaggi che incontrerà sulla sua strada ricorreranno, quasi misticamente. Come se tutti, enigmaticamente lo conoscessero da sempre, pur nel momento in cui lo incontrano per la prima volta. categoria: libricheholetto (Tento di offrirvi un assemblaggio di tutte le mie recensioni delle opere di M.Cunningham) Le ore di Michael Cunningham, Bompiani SOTTILI GEOMETRIE DI VITE PERICOLOSE NELLO SPECCHIO DELLA LETTERATURA
M.Cunningham Le ore Bompiani Pp.169 Lire 26.000 Carne e sangue di Michael Cunningham, Bompiani UNA SAGA FAMILIARE ALLA RICERCA DEL SOGNO AMERICANO Dove la terra finisce di Michael Cunningham, Bompiani PROVINCETOWN: LA CITTÀ DEGLI AMORI “TECNICAMENTE IMPOSSIBILI” Grazia Giordani Torna all'indice delle Recensioni categoria: libricheholetto Grazie per l'invito, anche se ho risposto con un certo ritardo. Allora io racconterò di un libro che non è letteratura, non è storia, non è cronaca è un po' di tutto questo. Aria sottile, si intitola. Jon Krakauer l'autore. Ha due o tre controlibri, libri scritti contro quello che lui dice, di cui uno non è male quello di Bukreev, ma Aria sottile è aria sottile. La storia Jon Krakauer faveva il giornalista per la più importante rivista per il tempo libero degli States, quando il suo capo gli chiese se ci voleva andare lui fino al compo base dell'Everest a raccontare di queste spedizioni commerciali alla vetta del mondo che se stai un po' bene fisicamente ti fanno andare fino in cima. Krakauer è stato un vero alpinista da giovane, e aveva in quegli anni anche snobbato l'Everest, montagna troppo facile per un grande alpinista o per chi sperava di esserlo o diventarlo. Ma quando il suo capo gli chiese così, e la parola Everest iniziò ha risuonare in lui, e l'idea dell'Everest nella sua testa, capì che gli sarebbe risultato insopportabile andare al campo base senza poterci provare ad andare in cima. E allora disse: "ci vado se mi paghi il biglietto fino in cima". Fu così, il biglietto fu comperato. A venderlo fu Rob Hall un neozelandese che gestiva una di queste spedizioni commerciali. Dietro promessa di pubblicità. Perchè sennò era roba da averci 100 mila dollari. E perchè la storia è diventata famosa. Ci morirono su in tanti quell'anno sull'Everest quell'anno che era il 1996. Ci morì il forte Scott Fischer, capo di Mountain Madness, ci morì Rob Hall, per non essersela sentita di dire a Doug Hansen, l'unica persona normale della spedizione che il biglietto glielo avevano preso anche i ragazzi del paese con una colletta, per la seconda volta in due anni: "dobbiamo tornare indietro" a 100 metri dalla cima. Morì Rob Hall, sì e prima di morire, grazie ad un dolce e terribile ponte tra radio e satellitare, potè parlare quando già sapeva di morire con la moglie incinta in Nuova Zelanda. E ne morirono altri. Ma poi non c'è solo questo. C'è la magia della montagna, che ti viene voglia di esserci su anche se puoi morire lì, sempre, che ti entra dentro nelle continue ascese su verso i vari campi e poi giù per permettere al tuo corpo di abituarsi. C'è il tentativo di riscotruire, in un piccolo laboratorio di storia, le ultime ore, e cosa sia accaduto alle più di 20 persone che erano sopra il campo 4 quel giorno, che doveva diventare tragico, del 10 maggio 1996. Chi fosse e con chi. E perchè. E poi c'è l'inizio del libro, che è la vetta dell'Everest che senza ossigeno non capisci neanche tanto bene solo sai che il Tibet è i tuoi piedi e con il Tibet ... il mondo. categoria: libricheholetto I briganti di Guccini di Riccardo Cardellicchio Non fa concerti, d’estate. Si rintana sugli Appennini, al confine tra Toscana ed Emilia Romagna, a Pàvana, chiama l’amico del cuore Loriano Macchiavelli e, con lui, diventa scrittore. Scrittore di romanzi gialli d’un certo impegno e d’un certo successo. Francesco Guccini, oltre a essere cantautore affermato da anni, poeta, è anche un narratore che merita un posto non secondario nell’attenzione dei lettori curiosi e con qualche esigenza. Il Guccini narratore muove i passi più importanti nel 1989, quando con Feltrinelli pubblica “Croniche Epafàniche”. Sempre con Feltrinelli, nel 1993, pubblica “Vacca d’un cane”. Nel 1994, con Giorgio Celli e Valerio Massimo Manfredi dà vita a ”Racconti d’inverno” (Mondatori). Nel 1996 e nel 1998, due libri diversi, diciamo di carattere più locale. Il primo, edito da Comix, è “La legge del bar e altre comiche”; il secondo, edito da Nuèter, è il “Vocabolario del dialetto pavanese”. L’incontro con il bolognese Loriano Macchiavelli, creatore di Antonio Sarti, uno dei più popolari poliziotti italiani, produce “Macaronì”, pubblicato da Mondatori nel 1997. “Un disco dei Platters”, sempre Mondatori, nel 1998. Nel 2001, “Questo sangue che impasta la terra”. Poi “Lo Spirito e altri Briganti”, Mondadori. E’ l’ultimo libro – dichiarazione di Loriano Macchiavelli – con Benedetto Santovito, il maresciallo dei carabinieri che, originario del Cilento, patisce – ma non odia – il freddo dell’Appennino. Sono storie di banditi, di briganti che Santovito racconta in prima persona o ascolta interessato. Storie dei “bei tempi antichi”, intriganti, che non possono lasciare indifferente uno come Santovito. Sono storie di una terra, di una terra che Santovito vuole difendere, in qualche maniera, dal degrado, dall’abbandono. E’ la montagna, con i suoi personaggi, che Santovito non si sente – nonostante la rigidità dell’inverno - di lasciare definitivamente. E in lui viene fatto di sentire tanto Guccini, uno che ama vivere a Pàvana, che quella terra ama profondamente.. venerdì, 11 giugno 2004 categoria: libricheholetto
DENTRO LE PAGINE DI UNA STORIA HARD, SOPRATTUTTO UN ROMANZO DI SENTIMENTI Chi avesse acquistato “Rapimento” di Susan Minot, allettato dal tema del «rapporto improprio» - quello che, a suo tempo, ha messo nei guai il presidente Clinton, certamente ne trarrebbe deluse aspettative, perché nel romanzo della giovane bostoniana, esordiente negli anni Ottanta nel gruppo dei minimalisti, collaboratrice nel 1996 con Bertolucci alla sceneggiatura del film «Io ballo da sola», vibra un’intensa storia di sentimenti, fatta di incertezze, abbandoni in un sottile gioco di distanze e riavvicinamenti, abilmente orchestrata dall’autrice.
... continua su libri che ho letto giovedì, 10 giugno 2004 categoria: libricheholetto “San Pietroburgo” saggio storico di Solomon Volkov IL MITO DELLA FAVOLOSA «CAPITALE DEL NORD» DA PÙSKIN A BRÒDSKIJ Non si può non restare incantati, addirittura presi dalla fascinosa malia, del mito arcano che aleggia intorno a San Pietroburgo, la città tre volte ribattezzata nel nome, la Nuova «Atlantide», fondata nel 1703 da Pietro il Grande sulla costa orientale del golfo di Finlandia, quale capitale dell’impero russo, divenuta Pietrogrado nel 1914 e Leningrado nel 1924 -, ritornata a chiamarsi San Pietroburgo nell’agosto del ’91 quando «i falchi a Mosca tentarono un colpo di Stato contro Gorbacèv. Il tentativo fallì, ma l’Unione Sovietica, la cui struttura stava già scricchiolando, crollò del tutto. Gorbacèv, isolato, perse il potere e il leader della nuova Russia indipendente divenne il neoeletto suo primo presidente, Boris Èl’cin. La Russia era libera dal dominio del partito comunista dopo più di settan’anni.[...]Leningrado questa volta ebbe soddisfazione. Ridiventò Sankt-Peterburg», considerata una vera perla architettonica, a livello mondiale, per i suoi palazzi che svettano maestosi sulle rive del cupo fiume Neva. ... continua su libri che ho letto mercoledì, 09 giugno 2004 categoria: libricheholetto I dimenticatiI Tre Soldi di Ciabattini di Riccardo Cardellicchio Guarda la combinazione: decido di documentarmi sul romanzo giallo, con un occhio di riguardo per la Toscana, e che cosa ti pesco sulla bancarella di via Martelli, a Firenze? Nientemeno che “Tre Soldi e la donna di classe”, romanzo di Giuseppe Ciabattini, toscano di Aulla, scrittore e attore. Nato nel 1882 nel paese della provincia di Massa Carrara, morì a Milano nel 1962. E’ una ristampa dei Gialli Mondadori del 1978, a ventidue anni dalla prima edizione avvenuta sempre nei Gialli Mondatori. martedì, 08 giugno 2004 categoria: libricheholetto
Patrick McGrath PORT MUNGO Bompiani, Euro 16,00 L’ultimo romanzo dell’Autore inglese, come pure tutti I suoi precedenti peraltro, si presta a molteplici letture simboliche, nonchè a variegate e differenti angolazioni interpretative. A me ha fatto pensare alla tragedia, al senso di nemesi che si abbatte sui personaggi tragici, sui quali la Morte aleggia dal primo esametro, fino all’ultimo, senza tregua, come un fiato paranoico che soffia sempre sul collo di tutti, lettore (ovviamente) compreso e coinvolto fin dal prima parola della prima pagina. ... continua su Libri che ho letto lunedì, 07 giugno 2004 categoria: libricheholetto
IL NUOVO VOLTO DI UNA NAPOLI ESOTERICA Certo è che – partendo da Marotta, passando attraverso la Ortese, e finendo con La Capria, solo per citare alcuni dei suo cantori, ne abbiamo viste di facce di Napoli, una città poliedrica, versatile, aperta a mille letture del suo carattere, della sua gente, delle sue miserie e splendori. Eppure, non è mai detta l’ultima parola, perché la penna ammiccante di Antonella Cilento sa regalarci ancora un volto nuovo – e questa volta esoterico – di questa imprevedibile città. E ce lo porge in Neronapoletano, per i tipi di Guanda, già pervaso di mistero fin dalla copertina, dove in campo scuro brillano due occhi dallo sguardo inquietante, tratti da un ex voto del XIX secolo. Nonostante la giovane età – è nata nel 1970 – la Cilento (fondatrice, fra l’altro della scuola di scrittura Lalineascritta www.lalineascritta.it) ha già vinto importanti premi letterari e si fa notare per la prosa molto personale, moderna, quasi parlata, con abbandoni colloquiali, spesso arricchiti da note di vernacolo, atto a dare disinvoltura ed immediatezza ai suoi dialoghi. categoria: libricheholetto Mi hai detto di prendere un foglio bianco e di provare a scrivere i grandi dolori da niente. Ma ti guardo nella vita data dalla sua penna e la mia matita si blocca in ansia da vuoto di memoria senza riuscire a iniziare una lista. continua su Libri che ho letto categoria: libricheholetto
«Una vita sensata» di Mary Wesley DONNA FLORA E I SUOI TRE SPASIMANTI Molto di rado i lettori estivi, confortati dalla frescura dell’ombrellone o dalla quiete della campagna, amano spremersi le meningi con storie angoscianti. Una trama movimentata in cui dentro si alternino – ben dosati – flash conditi da quel tanto di eros che crea pizzicore, a note sentimentali, magari un po’ dolciastre, con vicende storiche in sottofondo a dare verosimiglianza alla narrazione, è quello che ci vuole per stuzzicare la voglia di prendere un libro in mano ai vacanzieri, soprattutto se di sesso femminile. E Mary Wesley pare fatta a posta per offrirci tutto questo con la sua vivace penna. Penna che per vent’anni – dai settanta ai novanta – non ha mai deposto, curando sempre i temi amorosi, inseriti in un quadro critico del costume e della società contemporanea.
... continua su Libri che ho letto domenica, 06 giugno 2004 categoria: libricheholetto
La scrittrice abita qui di Sandra Petrignani Grazia Deledda e Karen Blixen, Marguerite Yourcenar e Virginia Woolf, Colette e Alexandra David-Néel. Che cosa lega queste scrittrici apparentemente così diverse? ... ... continua su Libri che ho letto sabato, 05 giugno 2004 categoria: libricheholetto GLI SCRITTORI DELLA NOTTE di Riccardo Cardellicchio Inevitabile l'approdo dei graffiti in Internet. In un sito si afferma che si tratta di spruzzi d'arte sul muro e che colorano i luoghi abbandonati delle città, nuove frontiere dell'arte. E ancora: "La rete moltiplica, sui muri invisibili del virtuale, questi graffiti e li manda nel mondo. Tanti siti, da tutto il pianeta, dimostrano che un unico, vero linguaggio è nelle mani, bravissime e colorate, di questi maestri". Rigorosamente anonimi, o celati dietro pseudonimi, per evitare guai, perché non tutti apprezzano questo tipo di comunicazione. venerdì, 04 giugno 2004 categoria: libricheholetto
Certamente un libro alla Sophie Kinsella con i pantaloni però. Scritto da un ragazzo torinese, giovane esordiente, che lavora nella pubblicità, quindi sicuramente pieno di parole, di immagini, tutte usa e getta, alla continua ricerca di un senso alla vita, di un perchè nell'amore. ... continua su Libri che ho letto giovedì, 03 giugno 2004 categoria: libricheholetto
McCourt: 'James Joyce. Gli anni di Bloom'
di Nadia Fusini Era il primo pomeriggio del 20 ottobre 1904 quando alla stazione di Trieste, dal treno che veniva da Lubiana, scese una giovane coppia - ventidue anni lui, venti lei. Lei è Nora Barnacle, una bella ragazza vivace, lui James Joyce, un tipo allampanato, dall'aria intellettuale. I due dovevano essere stanchi, viaggiavano da giorni. Erano partiti l'8 ottobre da Dublino, arrivando allo stesso treno separati, perché la coppia è clandestina. Lui fugge dalla famiglia: il padre, i fratelli, le sorelle - che l'hanno accompagnato numerosi alla stazione. Lei - attenzione al nome: barnacle è quel cirripede che s'attacca alle rocce, alle chiglie delle navi, e per senso traslato si applica a quel partner che una volta che t'ha scelto non si stacca - lei, dicevo, non fugge da nessuno, semmai segue. E' la scena iniziale della fortunatissima biografia che John McCourt dedica allo scrittore irlandese (uscita nel 2000 in Inghilterra), che ora Mondadori pubblica nella versione italiana di Valentina Olivastri: James Joyce. Gli anni di Bloom (pagg. 462, euro 30), con l'aggiunta di un capitolo inziale su Dublino e uno finale su Parigi che a tutti gli effetti completano la storia dell'esistenza terrena di Joyce... Continuate a leggere l'intervento, cliccando QUI. categoria: libricheholetto Ci sono letture che hanno il potere di folgorarti. Ci sono incontri (un nome, qualche nota biografica, delle immagini pescate dalla rete) che hanno il potere di suscitare un forte interesse. Ci sono anche delle segnalazioni, certo, e di questo devo ringraziare un certo guru in redazione (grazie Alp, hai colto nel segno!). C’è infine un confronto con un certo tipo di scrittura che non puoi eludere e dal quale non puoi che uscirne stregato. Questo e altro è Agota Kristof. Questo e altro è IERI, (Einaudi, pagg. 99, Euro 8,80). Premetto, per esempio, che non ho letto niente di questa scrittrice prima d’ora. ... continua su libri che ho letto
lunedì, 31 maggio 2004 categoria: libricheholetto Non è una recensione. Mi scuso per la lunghezza.So che abbiamo poco tempo.Sono solo le mie riflessioni sulle pagine di un libro che consiglio a tutti: L'amore molesto di Elena Ferrante ed.e/o €7,00 “ Una mappa…è solo una mappa” scrive Elena Ferrante in una pagina de “la frantumaglia”, e - Una lettura è solo un tentativo di pervenire ad una mappa che comunque non sarà in grado di aggiungere, tanto meno di depauperare – potremmo rispondere dopo un’immersione quasi in apnea fra i suoi testi. La vita stessa è spesso un tentativo timido di sgusciare dai limiti di una soggettività che si sforza di purgarsi delle tante cortecce via via accumulate, per districarne i significati e liberarsi finalmente dal groviglio di sensazioni e agitazioni che comprimono, a volte, la quotidianità del vivere . È attraverso una scrittura tanto raffinata quanto sanguigna che nelle pagine de L’amore molesto ritroviamo la casa degli specchi del Luna Park di quando eravamo bambini : un desiderio smanioso di entrare e ripercorrerne gl’ ingarbugliati corridoi, ma anche l’ansia collosa di concludere e scoprirne, in fretta , la porta d’uscita. ... continua su libri che ho letto |